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Voglio un’altra mamma!

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Voglio un’altra mamma!

Abbiamo scoperto “Voglio un’altra mamma!” durante la nostra piacevole chiacchierata con Virginia Portioli della Casa Editrice LupoGuido.

Questa storia, tenera e divertente, racconta i viaggi e i luoghi di fantasia in cui i nostri bimbi si rifugiano, partecipando a inimmaginabili avventure: è il loro modo di fuggire e difendersi da situazioni difficili o inaccettabili.

“Mi dici sempre di ‘no’! Non posso mai fare niente. Sei cattiva e io voglio un’altra mamma!”.

A noi è capitato che i nostri figli ci dicessero queste parole. E a voi? Succede quando si sentono rimproverati o rifiutati, soprattutto quando vengono privati della loro libertà. Loro non sono in grado di vedere i pericoli e spetta ai noi genitori l’ingrato compito di proteggerli, bloccandoli nella loro esuberanza.

Che cosa racconta “Voglio un’altra mamma!”

Il protagonista della storia Joseph viene spesso chiamato Testone dalla mamma e dagli adulti attorno a sé, ogni volta che non ubbidisce e trasgredisce le regole. In questo nomignolo egli non si riconosce e dentro di sé lo rifiuta confermando a se stesso la sua vera identità.

“Ma Testone non è il mio vero nome. Il mio nome è Joseph Fipps!”.

Con la fantasia Joseph talvolta vola via desiderando di essere un grifone, animale fantastico con la testa e le ali di un’aquila e il corpo di un leone. È il suo espediente per fuggire dalla realtà.

Un giorno all’ennesimo rimprovero Joseph dice alla mamma che è una cattiva mamma e che ne vuole un’altra diversa. La mamma gli dice che non ne può più delle sue birichinate e gli consiglia una nuova mamma tricheco che vive sui ghiacci del Polo Nord. A Joseph vengono le lacrime agli occhi, esce di casa e raggiunge il ruscello che scorre accanto al castagno, il suo albero preferito dove si annidano dei cardellini, uccellini tutti gialli che depongono uova azzurre. Si sdraia per terra a vedere le onde più piccole che si rincorrono sull’acqua. Inizia a fantasticare di essere un grifone sul ghiaccio del Polo Nord dove incontra mamma tricheco.

Joseph cavalca su di lei e la sua nuova mamma si arrampica e scivola sul ghiaccio. Poi conosce i cuccioli di tricheco con le loro piccole zanne. Mamma tricheco invita Joseph a dormire con loro quella notte. Nonostante la bellissima e divertente avventura, Joseph improvvisamente sente freddo e si rende conto di non avere la pelliccia di un grifone e di non avere le ali per volare fino a casa.

Ecco che Joseph torna alla realtà udendo i “cip cip” e i “pio pio” dei Cardellini e l’urlo della mamma: “Jooooseph!” Al suo risveglio egli non è più arrabbiato, torna a casa e chiede alla mamma di andare al ruscello con lui a conoscere mamma tricheco. Mano nella mano s’incamminano verso il ruscello ma non trovano il Polo Nord né mamma tricheco. Ad attenderli ci sono i cardellini sul castagno. Mamma e figlio osservano gli uccellini condividendo questa esperienza in estasi e ritrovata armonia.

Morale della favola: di mamma ce n’è una sola!

Un particolare, che hanno notato anche i nostri bimbi osservando le illustrazioni, è che la figura intera della mamma si vede solo nelle pagine finali del libro. Ci siamo chieste come mai e siamo giunte a questa conclusione: quando finalmente la mamma e Joseph hanno ritrovato il loro equilibrio è come se il piccolo protagonista le riconoscesse interamente il suo ruolo di madre.

Genitori e figli nella loro relazione possono permettersi di esagerare e di pronunciare a volte parole di troppo, con la certezza del perdono e della comprensione reciproca. Questo è il bello, bellissimo, della relazione in cui il legame è talmente forte e profondo che può andare oltre le parole e le azioni a volte spropositate.

Testo: Nadine Robert
Illustrazioni: Geneviève Godbout
Editore: LupoGuido

Potete acquistare “Voglio un’altra mamma!” sul sito di LupoGuido

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