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Il venditore di felicità

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Il venditore di felicità

Divertente storia sulla ricerca della felicità con immagini belle e fantasiose. In un mondo di uccelli, il piccione vende barattoli di felicità più o meno grandi a seconda delle esigenze.

Tutti si preoccupano di comprare barattoli senza mostrare la minima curiosità di scoprire che cosa vi sia all’interno. Nessuno di loro infatti li apre per accertarsi del contenuto. Solo alla fine vi è un topo che trova a terra un barattolo di felicità che il piccione ha fatto cadere dal furgone. Lo porta a casa e, quando lo apre, scopre che non contiene nulla. Egli, che è già felice, e vive in una famiglia felice, diviene ancora più contento perché aveva proprio necessità di un barattolo vuoto. Il topo riesce a fare di necessità virtù (o fare buon viso a cattiva sorte).

Prima morale: la felicità non si può comprare! E soprattutto non può essere qualcosa di oggettivo o materiale.

Seconda morale: la felicità è accontentarsi di ciò che si ha, o meglio di ciò che la vita ci offre. Il signor topo sa accogliere con entusiasmo il ritrovamento di un barattolo vuoto che potrà utilizzare nella sua casa.

Terza morale: la storia esorta a sviluppare il senso critico. Gli uccelli si fidano del piccione e credono a ciò che dice. Non si pongono il problema di analizzare il prodotto né di mettere in discussione la figura del piccione (il potere?) e ciò che lo stesso propina. In altre parole, bevono ciò che viene detto loro senza alcun senso critico.

A questo punto ci siamo chieste… perché un topo in un mondo di uccelli?

Non perché sia una razza più acuta o più saggia. Una motivazione potrebbe essere che gli uccelli, vivendo con la testa fra le nuvole (volano nel cielo e abitano tra i rami di un albero), appaiono più superficiali in contrapposizione con i topi che vivono con i piedi ben radicati a terra (abitano sulla terra appunto) e pare ragionino di più. Ma questa è una nostra supposizione…

Ci siamo fatte un’altra domanda… perché la piuma sopra il furgone e sopra il barattolo?

Ci piace pensare che il motivo non sia solo perché il protagonista e i personaggi di questa storia sono uccelli. La piuma rappresenta la leggerezza e la felicità è leggerezza.

Essere felici ci rende più leggeri, più sciolti 😌

La piuma ci ha riportato a delle immagini dell’antica religione egizia. Nell’antico Egitto vi era una cerimonia di “pesatura del cuore”, o “pesatura dell’anima” a cui veniva sottoposto il defunto prima di poter accedere all’aldilà. Un’immagine ne “Il libro dei morti” mostra Anubi, il dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli e del mondo dei morti, che pone su un piatto di un’enorme bilancia il cuore del defunto, mentre sull’altro piatto si trova la piuma, la verità, la giustizia.

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Pesatura del cuore

Il cuore, depositario di tutte le azioni, buone o malvagie, commesse nella vita, e la piuma dovevano avere lo stesso peso. In questo caso il defunto veniva dichiarato “giusto” e ammesso al regno dei morti (regno di Osiride). Altrimenti veniva condannato a una gran brutta fine tra le fauci della bestia Ammit (testa di coccodrillo, corpo di leone, coda di serpente) 🙂🙃

Testo: Davide Calì
Illustrazioni: Marco Somà
Editore: Kite Edizioni

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