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Chiedimi cosa mi piace

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Chiedimi cosa mi piace

In una delle tante nostre mattinate in libreria, siamo state catturate dalle incantevoli ed emozionanti illustrazioni di Suzy Lee e abbiamo scoperto “Chiedimi cosa mi piace” di Bernard Waber edito da Terre di Mezzo.

Testo e illustrazioni rievocano momenti di spensieratezza, i colori allegri e vivaci dell’autunno trasformano una passeggiata come tante tra padre e figlia in un momento perfetto ☺️❤️

Che cosa racconta “Chiedimi cosa mi piace”?

Il papà accompagna la figlia, al parco, in mezzo alla natura. Genitore e figlia chiacchierano gioiosamente di fronte a flora e fauna. La bambina esorta il padre a porle continue domande sui suoi gusti, desideri, ricordi, quasi lo volesse mettere alla prova. Quanto mi conosci? Quanto mi vuoi bene? Quanta attenzione mi dedichi?…

Questa storia semplice invita noi genitori a conoscere davvero i nostri figli e ad anticiparne i loro bisogni (affettivi ed emotivi): forse è proprio questo che i nostri figli si aspettano da noi 😅

È chiaro che la bambina esorta il genitore a prestarle la massima attenzione e svela il desiderio che egli non solo conosca le sue esigenze, ma confermi e accolga anche le sue attitudini, le sue azioni, il suo speciale e unico modo di essere.

Il racconto tratta anche dell’importanza dei ricordi: la bimba chiede continuamente al padre se ricorda aneddoti della loro vita insieme. Esige continue conferme, che al padre non siano sfuggiti particolari ed eventi del passato vissuti insieme, importanti ed essenziali, così come lei stessa rammenta.

Infine la piccola si vuole accertare che il padre ricordi che il giovedì successivo sarà il suo compleanno, e sottolinea tutto ciò che le piacerebbe avere come contorno alla sua festa. È evidente che si tratta di una bambina alla ricerca di sicurezze, prima fra tutte la certezza di esserci ovvero esistere per il genitore, essere amata e confermata.

Un altro importante messaggio che secondo noi il racconto vuole dare è che tutto ciò che può essere scontato per un adulto non lo è per un bambino.

Non smettiamo di ripetere ai nostri figli quanto li amiamo e non siamo avari nelle nostre dimostrazioni di affetto. Alla sera nel suo letto la bimba chiede al papà prima un bacio e poi un altro: uno non basta. Riflettiamo su questa seconda richiesta…

Forse un bacio della buonanotte non è sufficiente…

Approfondiamo la scelta della figura paterna

La figura genitoriale in questo caso è paterna (come abbiamo già visto in “Che rabbia!” e in “Papà, mi prendi la luna, per favore?”); quella materna non compare nel racconto, né in casa prima di uscire, né la sera prima di coricarsi. Le motivazioni per noi possono essere diverse.

  • Non sempre il padre è così presente praticamente ed emotivamente. Quindi il messaggio contenuto nel racconto potrebbe essere un monito a prestare maggiore attenzione.
  • La figura materna potrebbe essere mancante a causa di una malattia, scomparsa prematura o abbandono.
  • I genitori potrebbero essere separati.

Magari quanto sopra non era l’intento dell’autore. Tuttavia esistono numerosi padri che per svariati motivi si prendono cura autonomamente o in maniera condivisa dei propri figli e potranno immedesimarsi leggendo questo racconto.

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