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Alcune curiosità sulla lettura degli albi illustrati

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Alcune curiosità sulla lettura degli albi illustrati

Recentemente, abbiamo portato Samu e Sofi alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli alla festa di letture e creatività per bambini “L’isolachenonc’è”.

Mentre loro assistevano alla lettura ad alta voce “Topi ne abbiamo?” di Annalisa Strada in compagnia dei papà 😍, noi mamme abbiamo assistito all’incontro sugli albi illustrati, condotto dalla pedagogista Francesca Romana Grasso.

L’incontro è stato molto interessante. Ci ha fatto scoprire delle chiavi di lettura degli albi illustrati, fino ad ora a noi sconosciute. É proprio vero! Non si finisce mai di imparare 👍🏼💪🏼. In particolare, tra i tanti libri che aveva con sé, la pedagogista ha iniziato da quello che lei ha definito “il padre degli albi illustrati”: “Nel Paese dei mostri selvaggi”.
Non osiamo descrivervi la nostra reazione. Ah questo lo conosciamo! 😲

Come si presenta questo libro?

Nella copertina, in basso a destra (dove il nostro occhio va a cadere naturalmente) c’è un mostro selvaggio che non ci fa paura, è un po’ grottesco e assonnato 😴. Sulla sinistra c’è una barca che arriva. Se andiamo a leggerla nella sua interezza (perché è in questo modo che vanno lette le copertine degli albi illustrati) notiamo che questa barca arriva da un percorso, un viaggio che ha un gusto un po’ epico.

Quando poi apriamo il libro, nei risguardi (che sono la parte che tiene unita la copertina al corpo del testo, concorrendo attivamente alla storia), troviamo in una doppia pagina una vera e propria “selva oscura”. Questo particolare ci richiama l’Odissea di Omero o la Divina Commedia di Dante Alighieri (chi di noi non ricorda il famoso incipit al primo canto dell’Inferno “Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita”).

Al termine di questo viaggio epico serve, però, un po’ di respiro per entrare nel vivo della storia: ecco perché il titolo del libro si trova in una pagina completamente bianca. Subito dopo ci viene detto che Max è il protagonista.

Come ci viene presentato Max?

In una doppia pagina. Nella prima, su sfondo bianco, troviamo il testo “Quella sera Max indossò il costume da lupo e ne combinò una delle sue”; nella seconda, l’immagine di Max è incorniciata da un passe-partout bianco.

Cosa fa Max?

Contro tutte le regole che vigono in un ambiente familiare, attacca i chiodi al muro 😅, si costruisce una capanna, appende un pupazzo per il braccio e lancia un messaggio molto chiaro all’esterno: “Occhio, state lontani se venite con cattive intenzioni, altrimenti finisce male!”.

Andando avanti a sfogliare il libro, nel corso della storia, il bianco, che incornicia le illustrazioni e che rappresenta il mondo esterno, va pian piano a scomparire. Arriviamo, quindi, alle tre doppie pagine centrali del libro in cui le illustrazioni, senza bisogno di nessun testo, descrivono in maniera sublime ed eccezionale la ridda selvaggia.

Sbollita la rabbia, passata l’indignazione e la paura dell’abbandono, attraverso il senso più antico di tutti, l’olfatto, Max ritorna indietro.

Da questo momento si può notare che le pagine del libro ripercorrono a ritroso la ricomposizione del bianco fino a che Max ritorna nella sua camera. Ad attenderlo, c’è la cena ancora calda. Questo particolare ci fa capire la dimensione temporale del sogno e della fantasia di Max. Il suo viaggio è durato un attimo soltanto.

Speriamo che questo approfondimento del “Nel Paese dei mostri selvaggi” vi sia piaciuto ☺. Il nostro consiglio è: non smettete di leggere questo libro perché ogni volta scoprirete nuovi ed emozionanti particolari. Anzi, se ne trovate altri lasciate un commento qui sotto 👍🏼⬇.

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