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Guizzino ci insegna il coraggio e l’intraprendenza

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Guizzino ci insegna il coraggio e l’intraprendenza

Come promesso, oggi dopo aver letto insieme a Jolanda Guizzino, proviamo con lei ad indagare più in profondità le tematiche emerse dal racconto.

Ci spieghi la differenza tra solitudine e isolamento?

Il poeta Joseph Roux sosteneva che “La solitudine vivifica, l’isolamento uccide”.

C’è una grande differenza tra solitudine e isolamento: la prima la scegli tu, la seconda la scelgono gli altri. L’isolamento rappresenta una scelta forzata, un ritiro rispetto a un’idea di incapacità di sostenere l’altro. La solitudine, invece, si delinea come uno stare al mondo autentico e positivo: un raccoglimento interiore per poi riaprirsi agli altri.

Ogni soggetto deve essere in grado di fare i conti con la propria solitudine, deve entrare in contatto con ciò che è più intimo a se stesso. Entrare in relazione con tutte quelle parti di sé che sente estranee e nemiche e da cui tenta di sfuggire.

Diceva Freud che nessuno è “padrone in casa propria”. Per cercare di saperne qualcosa della propria casa è fondamentale passare per una certa solitudine che consente di entrare in rapporto con se stessi, di fare conoscenza con i propri limiti non più visti come un fallimento ma come una risorsa.

In questo breve racconto Guizzino affronta la solitudine. Egli è l’unico pesce nero in una grande famiglia di pesciolini rossi. Un pesce grande giunge a divorare tutti i pesciolini rossi tranne lui che, velocissimo, riesce a fuggire. Dapprima si sente solo ed è triste. Comprenderemo alla fine che attraverso la sofferenza e la sperimentazione della solitudine, Guizzino troverà la spinta e le risorse per crescere e partire per un lungo viaggio, quello dell’esistenza.

Vi invito a riflettere… Talvolta provate a lasciare soli i vostri figli per far loro sperimentare anche la quiete e lo stare in compagnia di se stessi. Da adulti potrà capitare di rimanere soli e la solitudine, avendola già sperimentata, farà loro meno paura.

Come possiamo aiutare i nostri figli a diventare coraggiosi?

Solo dando loro fiducia e garantendo loro la giusta libertà. Non è tenendoli sotto una campana di vetro che cresceranno forti e sicuri di sé, al contrario erediteranno tutte le nostre ansie e le nostre paure.

Guizzino, dopo aver superato la crisi, sarà in grado di mettere il suo coraggio e la sua esperienza a disposizione del branco. L’istinto di sopravvivenza porta Guizzino a risollevarsi e partire alla scoperta del mare. Colori e forme lo attraggono e lo spingono a continuare il suo viaggio rendendolo felice. Il coraggio e l’intraprendenza lo premieranno poiché alla fine egli troverà finalmente una nuova famiglia di pesciolini rossi che lo adotterà.

Provate a dare ai vostri figli la giusta libertà e insegnate loro, attraverso i vostri esempi, il coraggio e l’intraprendenza necessari per affrontare il mondo.

Uno dei messaggio di questo racconto è l’unione fa la forza. Sei d’accordo?

Certamente, insieme si può vincere, da soli è molto più difficile. Esporsi (mettere la propria faccia) sarà più facile se si resta uniti. La storia di Guizzino ne è un esempio. Egli guiderà il branco a non avere timore di esporsi al potenziale pericolo. Importante sarà la modalità dell’esposizione: tutti insieme fino a formare un grande pesce che potrà affrontare altri possenti pesci predatori. Non esporsi significherebbe non vivere, ovvero vivere una esistenza da comparsa e non da protagonista.

Avevamo già affrontato il tema della diversità in “Piccolo blu e piccolo giallo”, pensi emerga anche in questo libro?

Sì, avevamo già parlato di diversità. In questa storia la diversità diventa un valore aggiunto ovvero viene sfruttata per dare un contributo a un progetto comunitario.

Guizzino, mente del branco, ne diventa l’occhio che tutto vede e tutto può.

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