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Essere padre: spunti di riflessione – Parte 1

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Essere padre: spunti di riflessione – Parte 1

Oggi vi accompagniamo nel nostro viaggio alla scoperta del padre ❤️

Il ruolo del padre

Secondo Sigmund Freud (neurologo, psicanalista e filosofo austriaco, 1856-1939) il padre era il simbolo della legge, una legge che non era scritta in nessun libro, ma che veniva tramandata di padre in figlio. Questa legge proibiva l’incesto, inteso come spinta a realizzare un godimento senza limiti. Una legge che custodiva e promuoveva il senso del limite. Trasmetteva al figlio questo concetto:

non si può godere di tutto, altrimenti si sfocia nell’ingordigia e nella lussuria

Il desiderio non deve essere caotico o anarchico.

Oggi il ruolo del padre è fondamentalmente cambiato. Da autoritario e punitivo, detentore della legge e del potere, si è giunti in molti casi a un padre evanescente, evaporato, che non sa dir di no, perché teme che il figlio possa rinnegarlo, non amarlo.

Come essere un “buon” padre

Ci siamo chieste quali dovrebbero essere le caratteristiche di un “buon” padre, senza però fare un’analisi delle cause di questo radicale cambiamento, che lasciamo ovviamente ai sociologi e agli psicologi 😅

Il primo dovere dovrebbe essere un riconoscimento del proprio figlio con la frase (espressa o inespressa): “Tu sei mio figlio”. Queste parole racchiudono molto di più del riconoscere e dare legittimità all’essere umano/figlio, sottintendono un atto di responsabilità, un atto di protezione, un atto di testimonianza.

Atto di responsabilità: nel momento in cui una coppia decide con atto d’amore di mettere al mondo un figlio, saranno i genitori a prendersi la responsabilità di una nuova vita. Tale atto di responsabilità deve essere illimitato nel tempo, tuttavia privo di un diritto di proprietà. I figli non sono nostri, sosteneva il poeta libanese Khalil Gibran. Da parte del genitore è forte la tentazione e il desiderio di possedere e plasmare il figlio a sua immagine e somiglianza. Questa limitazione della libertà umana, compresa la sua naturale espressività e inclinazione, sarebbe ingiusta e deleteria.

Atto di protezione: uno dei doveri del padre è quello protettivo nei confronti della prole. La protezione deve essere sì fisica, ma è anche una protezione che avviene tramite il potere della parola. Anche l’atto di protezione è illimitato nel tempo: grazie ad esso egli protegge e mette al riparo il figlio sempre, comunque e a qualunque costo.

Atto di testimonianza: la testimonianza riguarda il senso della vita. Egli deve trasmettere al figlio che la vita ha un senso ed essere in grado di mostrargli la forza del desiderio (inteso come interessi, passioni, obiettivi da raggiungere). Solo in questo modo la vita del figlio sarà animata di speranza. Un padre che ha desideri trasmette al figlio inconsapevolmente il diritto alla vita, alla sperimentazione della stessa, alla ferma volontà dell’esistere.
Il padre testimone è diverso dal padre esemplare, che è colui che vuole dare l’esempio per educare e plasmare il figlio a sua somiglianza. Il padre testimone è colui che dà testimonianza non solo con la sua autenticità ma anche col silenzio. L’esempio in cui egli mostra autenticamente se stesso è di fondamentale importanza e insegna molto al figlio, contrariamente a quanto accade con un esempio artefatto o calcolato. Esso deve necessariamente nascere e manifestarsi nella spontaneità.

Tra i tanti insegnamenti emersi nelle puntate di Lessico famigliare, ce n’è uno in particolare che condividiamo pienamente. Non è detto che il ruolo del padre debba essere incarnato necessariamente da uno biologico (di sangue), spesso tale figura potrebbe essere incarnata da uno adottivo. Anche un insegnante, un allenatore, un amico più grande o addirittura un libro potrebbe svolgere tale ruolo 💪🏻📖

Continuate a seguirci perché nei prossimi approfondimenti parleremo del ruolo paterno con degli esempi tratti dalla letteratura e dalla filmografia moderna, secondo i suggerimenti dello psicanalista Massimo Recalcati.

 

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