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4 spunti di riflessione su Nel paese dei mostri selvaggi

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4 spunti di riflessione su Nel paese dei mostri selvaggi

Ultima settimana di giugno e di scuola. Samu e Sofi usciranno alle 14 e non alle 16, come al solito. Ciò vuol dire fare tutto entro le 13 perché poi dobbiamo scappare a prenderli 😅.
Quindi, mentre vi scriviamo, siamo al parco. Loro giocano e noi aspettiamo Jolanda per farle alcune domande in merito a “Nel paese dei mostri selvaggi”. L’occasione ci dà l’opportunità di leggere ancora una volta questo meraviglioso albo illustrato e scoprirne di nuovo la sua bellezza ❤📖.

Da una prima lettura è chiaro come il tema principale sia la rabbia. Parlaci di questa emozione e di come sia importante imparare a riconoscerla e a non reprimerla.

Max riceve una punizione: a letto senza cena. La prima reazione è quella di rabbia e di vendetta contro la mamma che l’ha punito. L’emozione della rabbia spesso nasconde, a livello inconscio, una paura dell’abbandono e della solitudine. Max teme, inconsapevolmente, che la mamma non lo ami più o che lo possa abbandonare. Per esorcizzare la paura, il senso di colpa e per spirito di emulazione Max sognerà un incontro con dei nuovi amici, mostruosi e apparentemente pericolosi, ma che lui potrà domare (punire), così come la mamma ha fatto con lui.
Rabbia e paura spesso vanno a braccetto. La rabbia è un’emozione che ha origini antiche. Essa nasce dalla primordiale reazione-azione di attacco e fuga. In origine la rabbia era una modalità che permetteva all’uomo la conservazione della specie e, come tale, non era una reazione negativa ma una reazione conservativa a una reale minaccia. Anche la paura è un’emozione utile e rappresenta un meccanismo di difesa attivo nei confronti dei pericoli alla sopravvivenza dell’individuo.
Quando la rabbia viene repressa, può accadere che quando esplode diventa pericolosa. Può succedere che cominciamo ad averne paura e che temiamo sia la nostra ira che quella dell’altro. È molto più facile mostrare la nostra ira che il nostro dolore. Il dolore, nel nostro immaginario, ci rende deboli, la rabbia ci fa apparire forti, minacciosi, invulnerabili.

La figura materna, in questo libro, può sembrare quasi marginale. Che importanza ha, invece, in questo contesto la mamma di Max?

Quando Max si risveglia grazie al profumo del cibo, scopre che la mamma è entrata nella sua camera a portargli la cena. Quest’azione è importante perché rassicura il bambino per tre motivi:

  • per la onnipresenza della madre
  • per la rassicurazione che la mamma lo ama nonostante tutto
  • perché la mamma non è più arrabbiata e lo ha perdonato.

L’olfatto è il senso più antico di tutti. Max, infatti, grazie al profumo del cibo si “risveglia” dalla sua avventura. Perché?

Il cibo è sempre rassicurante visto che collega il bimbo alla figura materna. Teniamo presente che il feto inizia ad alimentarsi all’interno del ventre della madre e dopo il parto il neonato sarà attaccato al seno e la madre sarà sempre o quasi una figura di riferimento per quanto riguarda la somministrazione del cibo. In questo caso si tratta di olfatto, ma tutti i cinque sensi sono importantissimi. Essi riguardano quelle parti del corpo che con la loro attività, fanno conoscere al bambino ogni aspetto della realtà: immagini delle cose, suoni, odori, sapori e com’è fatta una cosa.

Vi dò un piccolo suggerimento. Fate un esercizio sotto forma di gioco con vostro figlio. Annusatelo e fatevi annusare, toccatelo e fatevi toccare con dei massaggi, carezze, solletichi, ascoltate il suo respiro e il battito del suo cuore e fategli ascoltare il vostro respiro e il battito del vostro cuore. Guardatelo con attenzione in ogni sua piccola parte e fatevi osservare, baciatelo sulle labbra, sulla fronte, sulle guance, sul pancino e fatevi baciare.

Come possiamo interpretare il viaggio interiore di Max?

Fin dalla prima lettura ho interpretato il suo viaggio come un sogno. E chi meglio di Freud ci può spiegare il significato psicologico.
I sogni si dividono in un contenuto latente e uno manifesto. Il contenuto manifesto è il sogno in sé, mentre il contenuto latente sono le circostanze che danno luogo al sogno stesso. L’inconscio secondo Freud ci segnala attraverso i sogni i desideri proibiti e latenti. Un atto inconscio può essere sottoposto a un’azione censurante e venendo censurato diventa rimosso. I sogni sono collegati con la realtà circostante e utilizzando le stesse parole di Freud: “tutto il materiale che costituisce il contenuto del sogno deriva in qualche modo da ciò che abbiamo vissuto e viene riprodotto, ricordato nel sogno”.
Ecco che Max attraverso il sogno esaudisce un suo desiderio inconscio, ovvero combattere la propria paura della solitudine e della punizione. Una volta sconfitta la paura è pronto a tornare vittorioso a casa, cresciuto un pochino di più.

Provate a farvi raccontare i sogni dai vostri figli. Non è necessario saperli interpretare, ma ascoltarli come fossero racconti, fiabe, favole.

Grazie! Come al solito Jolanda ci ha aperto gli occhi e scaldato il cuore ❤. Approfondire insieme a lei questi temi ci stimola a migliorarci come adulti e genitori.

 

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