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3 spunti di riflessione su “Urlo di mamma”

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3 spunti di riflessione su “Urlo di mamma”

Eccoci di ritorno dalle vacanze, ben ritrovata Jolanda, oggi approfondiamo le tematiche di “Urlo di mamma”.

Crediamo che una delle cose peggiori per una madre sia il senso di colpa che segue un rimprovero eccessivo. Puoi dirci qualcosa rispetto a questo?

Avete detto bene, eccessivo. Il problema sta in questo e vale anche per gli adulti. Spesso non sono le parole, le frasi, i rimproveri a ferire, ma il tono della voce, l’animosità, l’eccesso di rabbia, le mani allungate. In ogni caso sappiamo molto bene che è difficile fare la mamma ed essere paziente. Erroneamente alcuni adulti credono che proprio perché sono maturi e genitori, questo li faccia sentire dalla parte della ragione e dia loro il diritto di prevaricare il figlio sempre e comunque. Non è il caso di mamma pinguino che giustamente chiede perdono al proprio piccolo per aver urlato troppo forte. Sarà la mamma stessa a ricucire i suoi pezzi semplicemente con questa ammissione di responsabilità che mostra tutta la sua umiltà, dopo averlo lasciato libero di vagare per il mondo, alla ricerca di sé.

Ripensiamo a quante volte perdiamo la pazienza. Impariamo a contare fino a 10 prima di metterci a urlare e cerchiamo di predisporci al confronto con animo leggero e distaccato.

Puoi spiegarci meglio il senso della separazione o frantumazione in mille pezzi?

Non dimentichiamo che il bambino quando viene rimproverato si sente non amato e rifiutato; in lui scattano meccanismi di difesa, sorgono paure ingiustificate. Avete presente l’espressione ridotto in mille pezzi? Secondo me metaforicamente è così che potrebbe sentirsi, anche perché separato dalla persona per lui più importante, la sua mamma, e quindi alienato, quasi senza identità. Come abbiamo già visto in “Che rabbia!” è importante che il bambino resti un po’ con se stesso per metabolizzare e dare un senso all’accaduto. Il piccolo pinguino, in questo viaggio alla ricerca di sé, a contatto con le diverse ambientazioni naturali (cielo, mare, monti, città, giungla), cresce e fa esperienza nel suo mondo interiore. Sarà la mamma a salvarlo ricucendolo, riportandolo ad essere integro, intero e certo della presenza consolatoria, emotiva e affettiva della figura materna.

Anche noi adulti a volte ci sentiamo frantumati, alienati, a pezzi. Cosa facciamo per ricomporci?

Il viaggio interiore è una costante in queste storie, come anche nelle fiabe. Che simbologia ha?

Nei miti viene spesso raccontato il viaggio dell’eroe, nelle fiabe il protagonista, spesso bambino, si perde e deve affrontare dure prove, avventure e pericoli. È la metafora della vita. Ognuno di noi per crescere necessita di lasciare il porto sicuro e avventurarsi nel mare. Anche nel caso di “Urlo di mamma” il piccolo pinguino perde i suoi pezzi e va nel mondo per ritrovarli e ritrovarsi, ed è proprio nella solitudine che ritroverà se stesso. Essendo molto piccolo sarà aiutato da sua madre, ma dall’adolescenza in poi sarà lui il protagonista: si perderà e si ritroverà e questo ciclicamente (vale anche per gli adulti). Non sottovalutiamo quindi il “breve” lasso di tempo in cui avviene la trasformazione interiore del piccolo pinguino mentre ricerca sé, prima dell’arrivo salvifico della mamma, perché è comunque un momento di crescita.

Ripensate a quando in qualche occasione vi siete persi e poi ritrovati. Pensate a quando il silenzio e il raccoglimento in sé è stato costruttivo per voi.

Grazie di ❤️ Jolanda.

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