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3 spunti di riflessione su “Piccolo blu e piccolo giallo”

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3 spunti di riflessione su “Piccolo blu e piccolo giallo”

Oggi con Jolanda approfondiamo le delicate tematiche di “Piccolo blu e piccolo giallo”.
E’ evidente come questo libro parli a noi genitori. Non possiamo far finta di niente. Leo Lionni ci inserisce all’interno della storia insieme ai nostri figli per farci vivere in prima persona tutte le emozioni e gli stati d’animo dei protagonisti.

Come viene percepita la diversità da parte del bambino? I genitori possono influenzare in qualche modo questa percezione?

Tutto è diverso e gli altri sono diversi da noi. La diversità viene percepita maggiormente dall’adulto rispetto al bambino che ancora ha un animo semplice e non strutturato e non si accorge della diversità dei compagni. Tant’è che frequentando gli amici diversi da lui il bambino ne viene influenzato, così come egli stesso influenzerà i bambini con cui gioca e interagisce. Ecco che il genitore non riconosce il bambino, una volta che mostra sfaccettature diverse da quelle che il genitore vorrebbe.

Mamma e papà nella maggioranza dei casi desidererebbe crescere il proprio figlio a sua immagine e somiglianza, facendogli rispettare regole che sono giuste secondo il suo sentire, il suo modo di vedere e pensare. Riconoscere che il proprio figlio è unico e non necessariamente simile al genitore o ai genitori e rispettarlo nella sua diversità è d’obbligo. Il risultato sarà un bambino che diverrà un adulto forte, sicuro di sé e responsabile del proprio modo di essere.

L’amore autentico, non egoistico e possessivo da parte dei genitori dovrebbe in primis rispettare le peculiarità del proprio figlio che è un essere unico, speciale e irripetibile.

A questo proposito, vogliamo condividere con voi un importante stralcio della trasmissione “Lessico familiare” in cui Massimo Recalcati (famoso psicanalista) nella puntata dedicata al figlio al minuto 38.05, spiega:

Io penso in generale che la vita del figlio ha diritto ad essere difforme, differente dalla vita dei genitori e, dunque, anche dalle aspettative dei genitori. C’è un diritto del figlio alla differenza, qualunque forma la differenza assuma, e il dono della genitorialità, il vero dono, è amare il figlio nella sua differenza…

E al minuto 39.16:

Troppo facile amare il figlio quando il figlio corrisponde alle aspettative. É amare il figlio quando il figlio diverge dalle aspettative […] Quindi, amarlo nella sua profonda, radicale differenza…

“Piccolo blu e piccolo giallo” ci richiamano quelli che per noi sono i principi fondamentali di educazione, cioè creare le condizioni per far crescere i nostri figli senza condizionamenti. Spiegaci l’importanza della relazione con se stessi e con gli altri.

Tutto è relazione per l’essere umano: a partire dalla relazione con se stessi, e poi con genitori, insegnanti, figli, compagni, amici e così via. Il bambino ha bisogno di relazionarsi con i coetanei.

Attraverso il gioco si esprime, impara e in una parola cresce. Non ha filtri e accetta tutti attorno a sé, soprattutto negli anni della scuola materna e primi anni della scuola elementare. Lasciamo liberi i nostri figli di rapportarsi piacevolmente e senza pregiudizi in comunione con i loro piccoli compagni e amici. Non trasmettiamo loro le nostre ansie, paure, giudizi e pregiudizi.

Riflettete per un secondo… siete in grado di lasciare liberi i vostri figli di relazionarsi con chiunque, anche con bambini di diversa etnia, colore della pelle, religione?

Perché i genitori di piccolo blu non lo riconoscono?

Non riconoscono e rifiutano inizialmente piccolo blu perché diverso da come lo vorrebbero (divenuto verde). Nel momento in cui vivono la stessa esperienza del figlio e si fondono cromaticamente con l’amico giallo diventando verdi essi stessi, ecco che comprendono l’arcano. Infatti solo immedesimandosi negli altri, uscendo da sé, dalle proprie convinzioni e condizionamenti, la visione è più ampia e obiettiva, e si può davvero giungere a cambiare modo di pensare e di essere.

Sarà solo di fronte alle lacrime (blu) di piccolo blu e quelle (gialle) di piccolo giallo che i genitori li riconosceranno e li accoglieranno perché le emozioni toccano il cuore e smascherano la vera personalità dei piccoli. Solo a questo punto mamma e papà comprenderanno la lezione e l’importanza della diversità negli esseri umani e nelle loro relazioni.

Grazie Jolanda per questo approfondimento. Quella dell’accettazione del diverso è una tematica a noi particolarmente cara. Continueremo a leggere “Piccolo blu e piccolo giallo” ai nostri figli, nonostante ancora oggi ci siano degli incomprensibili e immotivati tentativi di censura. Ci auguriamo di continuare a trovare in libreria e in biblioteca questo meraviglioso capolavoro della letteratura dell’infanzia.

Vi è piaciuto questo approfondimento su “Piccolo blu e piccolo giallo”?
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